Quali malattie trasmettono le zecche

Lungo tutto l’arco dell’anno, oltre a rappresentare un bel fastidio, le punture di pulci, zecche, zanzare e altri parassiti sono dannose e possono veicolare germi responsabili di varie malattie. Per questo è così importante prevenire le infestazioni ed evitare le punture dei parassiti.

La distribuzione geografica di alcune patologie stacambiando sia per le variazioni climatiche che per i frequenti spostamenti le degli animali. Gli ectoparassiti e i patogeni di cui sono vettori hanno raggiunto nuove aree dove trovano le condizioni adatte a riprodursi.

Malattie Emergenti: Leishmaniosi e malattie trasmesse da Zecche

Malattie trasmesse da zecche

Gli agenti patogeni trasmessi dalle zecche sono attivi nel corso dell’anno e sono causa di gravi malattie (1). I soggetti infetti possono apparire asintomatici.

Anaplasmosi il batterio si insedia all’interno dei globuli bianchi del sangue, causando nell’animale danni progressivi come dolori cronici agli arti e, in casi più rari, disturbi neurologici. Il problema più grande dell’anaplasmosi e che spesso gli animali sono contemporaneamente infettati da di altre malattie trasmesse da vettori. I sintomi possono non essere chiari e manifestarsi all’improvviso, quando la malattia è difficile da trattare mentre una diagnosi precoce permette una guarigione completa.

Babesia canis è molto diffusa nell’Europa  centro-orientale poiché trasmessa dalla zecca Dermacentor reticulatus, tipica di queste aree umide e fredde. I sintomi nel cane sono: febbre, sub-ittero, modesta anemia, alterazioni delle transaminasi (ALT, AST). Spesso, nei casi più gravi il sintomo più caratteristico è l’emoglobinuria.

Borreliosi o malattia di Lyme è una malattia degenerativa, i cui sintomi si manifestano poco alla volta e può interessare anche il sistema nervoso, cardiaco e articolare dei cani. Patologia difficile da diagnosticare, se non attraverso dei test specifici.

Ehrilichiosi  è generata da un batterio chiamato Ehrlichia canis, che infetta i globuli rossi fino a causare un’alterazione del loro funzionamento e sequestro e distruzione delle piastrine. I sintomi possono essere confusi con i sintomi di altre malattie (febbre, inappetenza) e possono manifestarsi anche a distanza di mesi dal contagio. È importante per il tuo cane eseguire il test regolarmente tutti gli anni.

Cosa devo fare se trovo una zecca sul mio cane?

Togliere la zecca il prima possibile riduce il rischio di trasmissione delle malattie.

Non cercate di staccare la zecca cospargendola di smalto per le unghie, alcool o petrolio: si tratta di tentativi inutili di interromperne la respirazione (la zecca respira solo poche volte in un’ora). Tali tentativi possono inoltre indurre nella zecca il vomito, contribuendo ad aumentare il rischio di infezione.

Ho tolto una zecca adesso come faccio a capire se il mio cane è ammalato?

Per sapere se il tuo cane è stato infettato da una di queste patologie è necessario fare degli esami del sangue specifici. Il consiglio è di monitorare almeno una volta l’anno queste malattie per poter intervenire in maniera precoce.

Non ho mai visto una zecca sul mio cane devo fare i test ugualmente?

Certamente, le zecche possono essere molto piccole e la maggiorate dei casi non riusciamo  a vederle. Inoltre possono pungere e poi staccarsi da sole lasciando solo un gonfiore e rossore sulla parte morsa che può passare inosservata soprattutto negli animali di media-grossa taglia o con molto pelo.

Come prevenire la trasmissione di queste patologie al nostro animale?

Esistono moltissimi prodotti che possono essere utilizzati per evitare l’infestazione e ridurre drasticamente il rischio di infezione dei nostri animali.

La scelta deve essere accurata e personalizzata per ogni animale a seconda dello stile di vita, le condizione epidemiologiche del luogo in cui vive.

Per questo motivo è importante valutare assieme ad un medico veterinario il miglior piano per il proprio animale.

Teniamo comunque sempre in considerazione che nessun prodotto offre una protezione 100% contro queste malattie.

Bibliografía: (1) Solano-Gallego et al, Vet. Res. 37 (2006)

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